Ultima modifica: 13 Gennaio 2021

Spunto di riflessione sulla violenza

di Nickolas Stefani …

 

La vita offesa” di Nickolas Stefani della 4BL

Quest’oggi è intorno a noi, pure ieri ci circondava, domani continuerà a riversare. Non occorre molto per notarla, un po’ di accortezza e poi sarà palese. La vediamo in tv, sui giornali e nella nostra quotidianità. Eccola, proprio lì, in quel senzatetto deriso, picchiato e poi derubato; ora eccola laggiù, vedi quei ragazzi incappucciati che insultano il nero? Ah, guarda poi là, dall’autobus è sceso un ragazzo, è scuro in volto, è spento, è bullizzato. Trovare la ragione è un compito irragionevole. Forse basta solo puntare i fari sull’uomo, in senso universale, e concentrarsi sulla natura del suo essere, che non può che essere in parte maligna. L’uomo agisce in funzione di se stesso, la società lo impone e la società è imposta dall’uomo. E quando essere gentili e altruisti è uno svantaggio, nella legge del mercato occorre rafforzare il proprio ego, che sfocia spesso in egoismo. Perciò l’uomo, quello debole ma che deve apparire forte, attacca il debole che forte ha smesso di esserlo o non si è mai immaginato. E’ un atto di supremazia, che sia sociale o territoriale, una repressione volta alla vita, dalle origini storiche. Ma c’è un colpevole? Ed è giusto incolpare se è un male che viene da dentro? Di fronte a domande difficili è più utile pensare a come evitare che esse continuino a essere formulate, non sarebbe bello se questi quesiti non esistessero più? “L’uomo sconfigge la violenza” sarebbe un titolo niente male per una prima pagina di giornale, oppure “La violenza è vintage, segui la nuova moda del momento: l’altruismo” su un magazine settimanale, invece “Gli alieni ci contattano, ecco le loro parole: sì esistiamo, aspettavamo solo che finiste di odiarvi” figurerebbe bene su una rivista scientifica. Per far sì che tale scenario utopico si avveri la migliore soluzione è l’educazione, l’educazione alla non violenza. Un’ educazione al rispetto, al rispetto delle fragilità, delle diversità. Una cura dello sviluppo intellettuale e fisico di una persona in relazione ad altre persone. La promozione di giusti messaggi, di quelli dolorosi ma che portano a una crescita: fallire è normale, sbagliare è umano, essere deboli non è una colpa, siamo tutti imperfetti, quindi basta opprimere il prossimo, quindi basta ridere degli altri per non pensare a sé. L’istruzione alla convivenza è essenziale. Per progredire dobbiamo imparare a convivere tra noi e con noi stessi, è brutto avere un coinquilino interiore sgradevole, sarebbe meglio se fosse il nostro migliore amico. Ciò che manca è l’intenzione, quella decisa, determinata, sicura, solida e ottimista di cambiare le cose.

E comunque la violenza è gratuita, per questo c’è sempre una gran fila.

Uno dei nostri alunni, Nickolas Stefani della 4BL con il suo commento connesso ad un compito, ci offre uno spunto di riflessione sulla violenza.
Per una volta ho scelto di non tenerlo per me ma di condividerlo. Le sue parole sono certa potranno  essere l’augurio e lo stimolo per costruire il tipo di mondo che lui prefigura.
Prof.ssa Bini